“And all shall be well, and all manner of thing shall be well”

In quella mirabile sintesi di fede e ragione raccolta sotto il titolo Guardare Cristo. Esercizi di fede, speranza e carità (Jaca Book, 1989), l’allora cardinal Ratzinger attacca la lezione sulla Speranza (il libro sistematizza le tre lezioni su Fede, Speranza e Carità svolte ai sacerdoti di Comunione e Liberazione nel 1986) con un ricordo personale: “Nella prima metà degli anni Settanta, un amico del nostro gruppo fece un viaggio in Olanda […]”. Il resoconto di quel viaggio, tra “seminari vuoti, ordini religiosi senza vocazioni, preti e religiosi che in gruppi voltano le spalle alla loro vocazione, la scomparsa della confessione […]” sembra – ed è – apocalittico. Eppure, ciò che lascia perplesso il brillante cardinale tedesco non è l’elenco delle disgrazie, ma il giudizio conclusivo dell’amico: una Chiesa “grandiosa, perché non c’era da nessuna parte pessimismo. […] Il fenomeno dell’ottimismo generale faceva dimenticare ogni decadenza e ogni distruzione; bastava a compensare ogni negativo”.
Pensava infatti Ratzinger: “Che cosa si sarebbe detto di un uomo di affari che scrive solo delle cifre in rosso, che, però, invece di riconoscere le sue perdite, di cercarne le ragioni e di opporvisi coraggiosamente, si raccomandava ai suoi creditori con il solo ottimismo? Che cosa bisognava pensare della glorificazione di un ottimismo semplicemente contrario alla realtà?” Una simile distanza tra fatti e giudizio rende evidente l’esistenza, continua, di “un ottimismo ideologico che si potrebbe definire come un fondamentale atto di fede delle ideologie moderne”. Un ottimismo il cui scopo è “l’utopia del mondo definitivamente e per sempre libero e felice”, mentre “il fine della speranza cristiana è il regno di Dio, cioè l’unione di uomo e mondo con Dio mediante un atto di divino potere e amore”.
Ma qual è – se c’è – la conseguenza esistenziale di una simile concezione? Che “il prodotto sperato dall’ottimismo dobbiamo alla fine realizzarlo noi stessi e allora aver fiducia che il corso in sé cieco dell’evoluzione alla fine in congiunzione col nostro proprio fare sfoci nel giusto fine”. Un ottimismo nel quale “non c’è nulla in realtà da sperare” perché “ciò che aspettiamo dobbiamo farcelo noi stessi e non ci viene dato nulla al di là del nostro proprio potere”.
Quanto apparentemente simile, e quanto radicalmente diversa, la sicurezza dei mistici! Quella di Giuliana di Norwich, per esempio, che T.S. Eliot riprende in Little Gidding, ricordandoci il fondamento della speranza cristiana, della reale e sola possibile speranza umana: la vocazione. Sicuri perché chiamati, perché il nostro posto nel mondo è dato e non preso. “All shall be well, and/ All manner of thing shall be well”, ci dice, e lo faranno perché assicurate da chi le fa e le dona. Non adesso, dove la vita è gioia e sofferenza, dolore e contraddizione; non adesso e non per forza: soprattutto, non per forza nostra. “All shall be well” quando svaniranno “the faces and places, with the self which, as it could, loved them,/ To become renewed, transfigured, in another pattern”. “All shall be well”, sicuro, ma solo “by the purification of the motive/ In the ground of our beseeching”. Quando, alla fine, “the tongues of flame are in-folded/ Into the crowned knot of fire/ And the fire and the rose are one”.

(© Daniele Gigli – Condivisione autorizzata a fini non commerciali citando la fonte)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: