Post-Occidente – Una visione

Non finirà che per stanchezza, come sempre –
quando saranno già passati i tempi – gli anni
i lustri le generazioni – quando
distinguere tra sassi e polvere, tra resti e fondamenta
ci sarà impossibile, non troveremo altro che gatti
scheletriti dove stavano giardini
paludi e sabbia e rane gracidanti.

«Abbiamo dato, dato e amato, presa ogni cautela
e adesso non si contano più i morti.
L’acqua della fontana è chiusa, accumula sporcizia
(dei bambini vi trovarono un piccione, un giorno,
e una lucertola – e altri segnali innaturali
di vita e morte, di ansia e di disordine).
Ma adesso non si contano più i morti,
siamo stanchi e le cassandre hanno trovato un posto
nella pagina dei necrologi
anche se non si contano più i morti».

(No, è vero, non si contano più i morti in questa terra spoglia,
si dà la caccia ai vivi, agli sconci, alla vergogna).


(© Daniele Gigli – Condivisione autorizzata a fini non commerciali citando la fonte)