Di responsabilità e di colpa – Appunti sparsi

1. La responsabilità non è la colpa.
2. La responsabilità è figlia del destino, ed è una chiamata. La colpa è figlia di un’azione (o di un’omissione) e nasce, come il merito, solo di fronte a una responsabilità.
3. Perciò la responsabilità può essere collettiva e continuata – si può essere collettivamente responsabili di un’epoca, di un clima –, ma la colpa può essere sempre e solo individuale e circoscritta a un’azione.
4. Quello che chiamiamo senso di colpa e da cui rifuggiamo è quasi sempre senso di responsabilità – malcompreso e perciò malsopportato.
5. Giobbe lo sapeva, i suoi amici no.
6. La responsabilità è il destino che dice «tocca a te» e del proprio destino nessuno può avere colpa. Mentre possiamo – e ne abbiamo – della nostra risposta al destino. Lì, in ogni mossa, nel campo della nostra coscienza, si gioca la partita tra il bene e il male, tra perdersi e trovarsi restituiti a se stessi, o conservarsi e consumare nell’inedia.
7. La strada non è la saggezza; la saggezza è l’incontro di grazia e libertà: «Amico, sangue che scuoti il cuore / l’audacia terribile di un momento di abbandono / che una vita di prudenza non potrà ritrarre / per questo, questo solo, siamo esistiti / che non sarà scritto nei nostri necrologi / o sulle lapidi drappeggiate dal ragno benefico / o sotto i sigilli rotti dal notaio smunto / nelle nostre stanze vuote» (T.S. Eliot, Il paese guasto)
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(© Daniele Gigli – Condivisione autorizzata a fini non commerciali citando la fonte)